Jewels in the closet // CECI n'est pas haute couture

ceci

La rete è sempre molto generosa,  e ogni giorno da la possibilità di scoprire delle vere e proprie chicche, di conoscere artisti nuovi e da la possibilità a tutti di creare una propria vetrina, un proprio spazio che prima era difficile da avere.
La rete ieri mi ha fatto scoprire “CECI n’est pas haute couture” brand dell’architetto Francesca Ceci.
CECI n’est pas haute couture nasce dall’unione di due passione, fin da piccola Francesca ha amato le “perline” e, oltre averne collezionate molte, ho giocato con capsule, granuli, biglie, lego, qualsiasi cosa potesse somigliare loro.
Più tardi è nato l’interesse per l’architettura, che ora è diventata il suo lavoro.
Il legame, tra questi due mondi, si individua sfogliando le immagini dei suoi lavori, infatti gli oggetti sono ottenuti da materiali recuperati dai vari cantieri, principalmente pavimenti in gomma e pvc, nonché tessuti d’arredo, uniti a complementi di vario genere.
Tutti gli accessori sono interamente fatti a mano, quindi pezzi unici, anche nelle imprecisioni. Si può prendere spunto da un articolo per crearne uno simile, ma pur sempre con la propria peculiarità.
Personalmente sono stata colpita dalle fabric necklaces, intrecci di tessuti che girano sinuosi intorno al collo, collane si ma anche un po’sciarpe. Possono essere realizzate in 17  colori diversi e alcuni modelli come ad esempio la “CALLE DEL CARMEN” anche in bicolore.
Calle del Carmen
avinguda diagonal
champelise
Crochet grey
crochetred 
Particolare è l’uso del materiale nelle rubber necklaces, dove pvc, tessuto e acciaio si unisco insieme per un risultato davvero originale.
carnaby street
bond street
abbey road
via dei calzolai 
 ginza
montenapoleone
sloane street 
rodeodrive 
Per maggiori informazioni, per ricevere dettagli dei vari articoli, per qualsiasi altra curiosità ecco la pagina facebook di Ceci http://www.facebook.com/pages/CECI-nest-pas-haute-couture/161287767233222
Che ne pensate…io sto facendo già il mio ordine…

Jewels in the closet // mbè desing?

 

collanambè 
Cosa succede quando due creativi si incontrano in un bar? 
Per la precisione quando Pamela, stilista di moda che ama il vintage, l’artigianato di qualità, le scarpe, l’arte, la fotografia e il design, incontra Luigi, art director pubblicitario che ama il calcio, nella fattispecie l’Inter, il design, la fotografia e soprattutto si nutre di cinema???
Insomma cosa succede quando un animo cocciuto e un po’ rompiballe incontra un animo easy?
Nasce Mbè? Design:  “Mbè è un suono, una sensazione, uno stile di vita. Mbè è l’approccio disimpegnato ad una realtà frenetica che ci confonde. Mbè è la domanda che ci poniamo per capire chi siamo; la risposta è la nostra affermazione di stile.”
Così nasce Mbè? Design, dall’esigenza di creare un contenitore che racchiuda in sè tutti gli interessi e le passioni di entrambi: la moda, l’ artigianato, la comunicazione, il design, la fotografia e tutto ciò che di creativo spontaneamente li anima. Senza confini, sostenendo le idee ed accettando le contaminazioni e l’esperienza che l’uno apporta al mondo dell’altro.
Ma conosciamoli più da vicino
• Chi sin nasconde dietro al brand mbè? design?
P: Dietro a Mbè? Design si nascondono due creativi, che prima di condividere le proprie idee condividono il sogno di una casa insieme e tutto l’amore autentico che sanno darsi. Mbè? Design nasce ufficialmente un anno fa e da allora è quasi come avere un figlio che deve essere cresciuto grazie a tutto il nostro amore e alla nostra passione.

L: Diciamo chi si nascondeva, ora tutti sapranno che sono il pagliaccio goffo della coppia in pratica. Scherzi a parte, permettimi
solo un appunto. Credo non sia Chi, ma Cosa si nasconde dietro mbè? design. Dico questo perché in realtà, dietro ogni brand ci sono persone. Ecco noi siamo dei contenitori di emozioni, gioie, lacrime e passioni. Dietro il nostro marchio si nasconde l’amore. Amore per il design, per le cose belle e per quello che siamo quando stiamo vicini.
E’ l’amore che muove tutto, anzi come dice e dirà sempre John Lennon ” Love is you, You and me…Love is knowing we can be”. Mbè? design è sapere che puoi essere come vuoi.
Come mai la scelta di questo simpatico e originale nome per il vostro brand?
P: Una sera al telefono mentre ci sfogavamo entrambi delle nostre frustrazioni quotidiane abbiamo notato che nella nostra conversazione ricorreva molto spesso la parola Mbè?, che è un tipico intercalare romano. Abbiamo riflettuto bene sulla parola e sul suo significato: ci piaceva il suono, il fatto che fosse una domanda e che nascondesse nel suo significato un moto di libertà, un non so che di sfida verso il mondo. Ci divertiva che fosse così impertinente. L’abbiamo subito abbinato alla parola Design che racchiude un po’ tutte le nostre passioni.
L: mbè? figo no?
• Accessori e interior design sembrano essere le parole  chiavi quando si parla di mbè? design?
P: Sì per il momento…chissà che prima o poi non diventi anche una linea di abbigliamento…nascendo io come fashion designer…
L: Ad oggi credo siamo ancora in una fase in cui sperimentiamo diversi campi. Domani chissà…spero di non impigrirmi in un settore in particolare.
• Raccontateci un pò del processo creativo.
P: Essendo due menti creative che vendono da due settori diversi, io, Pamela dalla moda, e Luigi dalla pubblicità e dal design, spesso gli input vendono da fonti molto diverse. Il bello è che entrambi usciamo dai nostri settori per esplorare quello dell’altro. Ad esempio Luigi ha ideato qualche mese fa una bellissima borsa pur non essendo uno stilista. Quello che facciamo è condividere appena possibile l’idea avuta, la discutiamo per capire come realizzarla e poi buttiamo giù disegni o cartamodelli per capire la fattibilità. Alla fine realizziamo il prototipo e decidiamo se produrre. Quando invece si tratta di lavori artigianali cerchiamo semplicemente di fare quello che ci riesce meglio…
L: Il processo creativo inizia dagli occhi e termina in pancia. Vedo una cosa e ne immagino un altra, mentre la pancia dà la sua approvazione o la sua bocciatura.
Sai quando vedi la cosa più bella del mondo e senti che la tua pancia quasi si gonfia e raccogliere tutta quella emozione? bhè in realtà in quel momento la tua pancia ti sta parlando, ti dice bravo…vivila. Se lei approva ne parlo con Pamela, disegniamo e realizziamo prototipi. Da lì inizia tutta una lunga fase di correzioni che spesso ci portano ad avere cose diverse da quelle pensate in precedenza.
• Quali sono i vostri punti di riferimento nel mondo del design?
P: Ci piace molto la Seletti per i complementi d’arredo, Moroso per i divani, ci piace cercare design artigianale su Etsy, apprezziamo molto gli sforzi di piccoli artigiani che fanno bene il loro lavoro, con passione ed idee geniali, fuori dai circuiti del design.
L: A di là dei brand noti credo molto nell’artigianato. Credo che le cose migliori vengano dai “piani bassi”… da chi prova ad emergere, da chi ha ancora voglia di rischiare.
• Il progetto a cui siete più legati e perché?
P: Al momento il progetto a cui siamo più legati sono le borse-camicia, perché siamo riusciti a far diventare un oggetto completamente un’altra cosa. Ci è piaciuto ribaltare la percezione di un’oggetto e poi abbiamo scoperto che la camicia è come il “maiale”: Con il davanti facciamo un modello di borsa, con il dietro un altro modello, e con le maniche delle bellissime sciarpe, che presto metteremo on line.
L: “Hanger o mirror?”, è una stampella specchiata che funge sia da appendi abiti che da specchio, ed è sagomata a formare il messaggio “In Love We Dress”…
Credo sia il progetto a cui sono maggiormente legato perché ad oggi sta vivendo a NY…ed è la nostra prima produzione che esce dall’Italia.
• Per tutti gli interessati dove e come è possibile  “fare nostre” le vostre creazioni?
P: Su http://www.etsy.com/shop/mbedesign?ref=pr_shop_more c’è il nostro negozio on line, ma vi consigliamo di vedere le foto di tutti i nostro prodotti su http://www.flickr.com/photos/mbedesign/ dove abbiamo una selezione più completa. Qualora vi piacesse qualcosa potere contattarci su Facebook cliccando qui.
L: Ecco ha detto tutto lei…comandano le donne c’è poco da fare. Vorrei però ringraziarti dello spazio che ci hai concesso, è stato emozionante davvero.
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Not Snob 59 // I love vintage and no name style!

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Continua il viaggio nel mondo dei giovani e talentuosi designer.
Oggi parliamo della mantovana Alessandra Casella e del suo brand NotSnob59.
Cresciuta a pane e Vogue, Alessandra entra nel mondo della moda a 17 anni come modella, nel 2005 abbandona le passerelle per dedicarsi a qualcosa di totalmente suo e apre il suo primo negozio a Mantova rilevando una vecchia e storica merceria e nel 2010 finalmente registra il suo marchio di moda, appunto NotSnob59.
Il sui guro è la mitica Coco Chanel, disegna e realizza tutti gli accessori delle sue linee, borse, cappelli, accessori per capelli e bracciali che sono divenuti i punti di forza del brand, per tutto ciò che riguarda l’abbigliamento e per la sartoria delega il confezionamento dei suoi disegni a come le definisce lei stessa “due splendide sartine”.
La sua linea nasce dall’amore per la femminilità della moda d’epoca, creando un mix di retrò e gusto moderno. Per una donna dal gusto classico ma che abbia dentro un’anima pop. 
NotSnob59 punta al sartoriale, sul made in Italy e hand made , infatti alla base di tutto c’è la qualità e la ricercatezza del materiale e della lavorazione. 
Le sue t-shirt e canotte (come tutto il resto) sono sartoriali  e i disegni stampati sono realizzati dalla stilista a matita, cercando di realizzare disegni unici e particolare.
 
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Alessandra stessa ci descrive un po’ nel dettaglio il suo lavoro: I bracciali, cavallo di battaglia del  brand, sono il frutto di 6 ore di lavoro l’uno, sono basi di legno dipinte con acrilici, in alcuni applico immagini che poi ridipingo e in altri, dipingo io la figura, poi li glittero e infine li resino girandoli a mano per 4 ore.

Attualmente molti miei accessori vengono usati per redazionali di moda, i bracciali per i cataloghi della Summer Collection 2011 di Navigare e Navysail, i cerchietti per i cataloghi Disney, e questa è la più grande soddisfazione e riconoscimento del duro lavoro e della costanza con cui seguo il mio brand
 
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braccial  
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bors 
 
Il suo motto è I love vintage and no name style
A breve partirà il sito www.notsnob59.it con e-commerce, per chi volesse ammirare e avere maggiori informazioni su questo giovane brand vi segnalo la pagina facebook http://www.facebook.com/?ref=home#!/pages/NotSnob59/155804697799679
 
 
E ora i vostri commenti, cosa ne pensate? 

Jewels in the closet: nOir JEWERLY for DC Cominc .You can call me WonderWoman

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Chi da piccola non ha sognato di avere, almeno per un giorno, i poteri di WonderWoman o l’agilità felina di CatWoman?

 

Non dobbiamo più aspettare carnevale per far uscire la super eroina che ci arde dentro. La Warner Bros, detentrice dei diritti della DC Comics, la casa editrice di Batman e Superman, ha sviluppato insieme alla newyorkese nOir Jewerly una linea di gioielli dedicata alle più importanti eroine dei suoi fumetti.
Il brand americano nOir Jewerly si è sempre contraddistinto per il suo stile unico e originale. Infatti, le creazioni della designer  Leeora Catalan sono sempre state molto richieste sia dagli stilisti che dalle star hollywoodiane, come Lady Gaga, Madonna, Rihanna, Beyonce, Sarah Jessica Parker e Paris Hilton.
Questa collezione si presenta  spiritosa e trendy, unendo il fantasy lo street style e il pop, per la super donna moderna che “combatte” nella giungla metropolitana contro le mille difficoltà dei giorni nostri.
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Nella ricca e per certi aspetti esagerata collezione, ritroviamo i peculiari “accessori” delle nostre eroine: troviamo  l’anello a forma di artiglio in omaggio a Catwoman, ed il bracciale smaltato oro di Wonderwoman, senza dimenticare di omaggiare Batgirl con l’anello di Gotham City e SuperWoman con la  collana con il suo noto simbolo.
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Visto il successo ottenuto, la nOir Jewerly ha in programma anche una linea ispirata ad altri personaggi famosi, come Harley Quinn, Green Lantern e Poison Ivy.
I prezzi sono relativamente contenuti, realizzati in bronzo rosso, argento, oro e una tempesta di zirconi, sono tutti in edizione limitata e si trovano già sul mercato a un prezzo che si aggira tra i 60 e i 250 dollari.
Se volte curiosare un pò ecco il sito www.noirjewelry.com
Cederete alla tentazione?

Jewels in the closet: Passion Space di Manuela Catania

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“Il design nasce osservando le cose di tutti i giorni, cose apparentemente semplici ma cariche di significato…cosi passeggiando per le piccole strade di una città siciliana scopri che alcuni panni stesi vogliono comunicare qualcosa, come i fiori sul davanzale, un cestino pieno di frutta, un mercato pieno di gente, il movimento urbano che cambia continuamente…ogni gesto e ogni azione invitano a viaggiare con la mente prima di tutto…e in questi viaggi si formano le idee, gli oggetti, il design.”
 
Questa filosofia progettuale ha guidato il  percorso formativo nel mondo dell’architettura e del design di Manuela Catania, designer di gioielli e accessori diplomata alla Domus Academy di Milano e presso l’Università del Wales.
Nata a Erice nel 1980 dove rimane fino agli studi di maturità classica, subito dopo si trasferisco a Palermo dove studia Architettura.
Nel 2009 lavora a Milano con un designer giapponese e collabora con Franck Muller per il gioiello, nello stesso anno partecipa al Crystalplant Design Contest di Antonio Lupi ed espone al Salone Internazionale del Mobile di Milano con un progetto di arredo per bagno e partecipa al concorso della Fondazione Morellato “I luoghi del riposo” con un progetto di design ispirato al riposo urbano.
Durante il master sviluppa progetti con Veuve Cliquot per il packaging, con Angelo Figus per una collezione di abiti in pelle, per Hogan, Tod’s e Swarovski,
A Milano segue seminari con Chanel make-up, con Chloe, con Ennio Capasa per Costume National, con Alessandro Dell’Acqua, Mario Boselli, direttore della Camera Nazionale della Moda, Frankie Morello, Buccellati gioielli, con Francesco Morace per Future Concept Lab e con le le riviste di Marie Claire e Velvet.
Nel 2010 vince una borsa di studio per il corso di formazione avanzata in Fashion System presso l’Istituto Europeo di Design di Venezia e sempre nel 2010 è tutor in un corso di Fashion Design presso Ied Moda Lab a Milano.
Attualmente collabora con uno studio di design a Milano e segue come freelance aziende del settore accessori e gioielli.
Nel 2010 ha lanciato la collezione Passion Space di gioielli in vetro e oro bianco lavorati a mano dai maestri artigiani di Murano, e nel dicembre del 2010 la collezione partecipa all’evento VestiTI! presso il THotel di Cagliari.
Per il 2011 ha già in cantiere una seconda collezione di gioielli, dove predomina sempre il lavoro manuale e artigianale, ma non aggiunge altro poiché sarà una sorpresa, e continuerà a occuparsi di design e moda, anche fuori dall’Italia. 
Conosciamola ancora un po’: 
Quali sono i tuoi punti di riferimento nel mondo del design?
 
Il design degli anni 50, della Vespa, della Fiat 600, la sedia Superleggera, la poltrona Lady, in quegli anni si sperimenta sull’uso dei materiali bellici come la gommapiuma che sarà destinata all’arredamento,si progettano strumenti utili per tutti dotati di qualità, innovazione e ricerca.
Nello scenario della moda il mio punto fermo di riferimento è Chanel , dove l’utilità dell’abito si lega alla semplicità, all’eleganza e alla femminilità, anche in questo ambito innovazione e qualità puntano in alto e credo che per fare design oggi che possa durare nel tempo si deve pensare in termini di buona ricerca e ottima qualità. 
Come nascono i tuoi progetti e da dove prendi l’ispirazione per dar vita alle tue creazioni?
 
Visito mostre d’arte contemporanea, mi aggiorno su cinema e su ciò che mi fa percepire attualità
Vedo, tocco, scruto e sperimento, non butto niente e ogni cosa per me ha sempre una seconda vita.
Ho seguito gli insegnamenti di Vico Magistretti e cioè guardare alle cose quotidiane, normali, con occhio attento: perché dietro ogni cosa c’è sempre qualcosa. Anche nell’oggetto più normale.
Le mie creazioni di gioielli infatti sono il frutto di viaggi, scoperte, conoscenze e ricordi.
Nella mia collezione Passion Space la sabbia vulcanica e la polvere di cristallo sono materiali di scarto che nel gioiello acquistano valore e bellezza e legano le caratteristiche del sud con le tradizioni del nord.
La collezione Passion Space si ispira ai flussi di nuvole che avvolgono la terra e ai magici fenomeni dello spazio dove tutto cambia e nulla torna come prima, il lento scorrere del tempo si unisce alla vita umana e questa unione genera flussi che si uniscono e si miscelano, nella collezione la sabbia vulcanica della terra siciliana si mescola alla polvere di cristallo e si genera una polvere preziosa, un richiamo a Toyo Ito e alla sua architettura il quale afferma che “La nostra vita è un flusso, in questo spazio, in questa realtà, tutto scorre velocemente e niente torna come prima”
 
Il progetto a cui sei più legato e perché?
 
Passion Space nasce con l’ideazione dei ciondoli Iperione e Luna pensati per una donna che porta con se un siero segreto, una miscela che brilla e che custodisce qualcosa di unico e irriproducibile.
Questa filosofia lega tutta la collezione, pertanto anche gli anelli Il Primo Bacio Sulla Luna testimoniano un legame speciale che va oltre la realtà. Ogni oggetto è unico poiché lavorato a mano e ciascun gioiello ha un nome che lo lega ai satelliti naturali. 
Per tutti gli interessati dove e come è possibile acquistare le tue creazioni?
 
Le mie creazioni si possono acquistare presso le gioiellerie Catania a Trapani (Corso Vittorio Emanuele e Piazza Martiri D’Ungheria), e fino al 30 gennaio 2011 presso i saloni espositivi del THotel di Cagliari, ma anche on line visitando il mio blog www.manuelacataniadesign.blogspot.com
 


Iperione 2

Il primo bacio sulla luna 3

 

Jewels in the closet: I Giulielli di Giulia Boccafogli!

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Ciò che amo del web e che non si finisce mai di scoprire dei veri  e propri “gioielli”.
Ma forse in questo caso si parla di GIULIELLI, perché così che ama definire le sue opere GIULIA BOCCAFOGLI, architetto, designer e artigiana.
Non c’è voluto molto ad innamorarmi delle sue creazioni e ancora meno a contattarla per una breve intervista.
Chi mi conosce sa che non ne ho mai abbastanza di collante e orecchini…ormai hanno invaso il mio armadio, il mio comodino e anche le mie pareti. Non spenderò molte parole per descrivere le opere di Giulia Boccafogli, perché credo che le immagini racchiudano già in sé la natura di questi stupendi artefatti.
Ciò che personalmente mi ha maggiormente colpito e la commistione dei colori e dei materiali soprattutto la pelle con le pietre preziose.
Adesso la parola all’artista:
Raccontaci il tuo percorso. Quando è nata la tua passione per il designer e l’arte?
Ho iniziato ad appassionarmi alle arti creative da piccolissima. Crescendo ogni lavoro che desideravo fare era legato ad esse. A 19 anni, poi,  è iniziata la passione per l’ornamento femminile: un passatempo molto coinvolgente e da cui traevo molte soddisfazioni. Nel frattempo sono diventata architetto e la passione è sempre la stessa, solo che ora, anche grazie al percorso di studi fatto, lentamente, è diventato un lavoro. Certo,  nel corso delle mie fasi di crescita sono passata attraverso tanti altri amori legati all’arte: la scrittura, la pittura, il disegno…l’illustrazione. Ho sempre avuto un bisogno vitale di comunicare attraverso la mia creatività, tutta la fantasia che ronzava in testa.  
Ti ricordi la tua prima creazione?
Se prima creazione si può definire direi, senza dubbio, un braccialettino dell’amicizia, tutto a nodini, fatto alle scuole medie…un disegno davvero complicato: non so se ora sarei in grado di rifarlo.
Esiste una creazione alla quale sei più legata? e se si, coincide con quella più apprezzata dal pubblico?
Quasi tutti i miei lavori mi appassionano e ciascuno di essi ha per me un senso, perché lo porto avanti seguendo un progetto preciso (sono molto architetto in questo…progetto sempre tutto…). Forse il progetto a cui sono più legata sono le Art Necklaces. Sono creazioni molto complesse. Tante, tantissime ore di lavoro, non solo per l’esecuzione ma anche per la composizione, la scelta dei temi e gli accostamenti cromatici. La soddisfazione però quando finisco, è incredibile.  Direi che anche il pubblico le recepisce molto bene. In linea di massima tutta l’ultima collezione, Leaves, in particolare le collane Foliage sono molto apprezzate. Ma di certo quando espongo una Art Necklace diventa la protagonista.
Quando hai capito che una passione artistica poteva anche diventare un vero e proprio lavoro per te?
L’ho capito quando non ne potevo più fare a meno. Finché era il secondo lavoro avrebbe dovuto assorbire solo una determinata parte del mio tempo…ma la voglia di dedicarmici aumentava. Inoltre i consensi sono arrivati abbondanti e inaspettati fin da subito (era circa il 2006 quando ho iniziato più seriamente). Il pacchetto clienti aumentava. Poi dalla fine del 2009 ad oggi sono entrate collaborazioni molto importanti, come quella con il gruppo Coin, e allora ciò che era un secondo lavoro è diventato il primo. I sogni meritano tempo di qualità per essere concretizzati.  Non è facile, ma è bellissimo. 
Come mai la scelta delle pelle come materiale primo, ma non unico, per i tuoi lavori?
Per ora prediligo la pelle…ma non mi piace mettermi limiti. La pelle in questo periodo rappresenta solo il materiale migliore per realizzare ciò che ho in testa, il mio progetto. Una volta credevo che la scelta materica fosse la cosa più importante…crescendo ho capito che, almeno per me, un ragionamento di questo tipo sarebbe altamente limitante. Tuttavia in questa “stagione emotivo-creativa” la pelle è il materiale che maggiormente mi affascina. E’ morbida ma tenace, flessibile e resistente, mi permette di avere diversi approcci creativi. Mi consente di lavorare graficamente, come nella collezione Leaves, o in modo più “plastico” come nella collezione Waves.  
Hai un rito nel creare i tuoi gioielli? nel senso ascolti della musica, lavori sempre nel medesimo luogo?

Ciclicamente lavoro a nuovi pezzi. Disegno molto, prendo appunti…e faccio tentativi. In questi momenti stacco da tutto. Non voglio interferenze, non voglio essere influenzata. Spesso ascolto della buona musica, strumentale prevalentemente. Il posto dove creo è tendenzialmente sempre lo stesso, ma solo perché è già organizzato con tutti gli strumenti necessari. 
Un consiglio ad una giovanissima designer che vorrebbe fare conoscere i propri lavori.
Credo ci voglia molta autocritica prima di tutto. E’ importante per capire se si ha davvero qualche cosa da dire. Non è presunzione, ma solo predisposizione al miglioramento. Poi pazienza. Non si deve avere fretta di vedere subito dei risultati. Il web ha in parte accelerato i tempi e spesso il messaggio che viene portato all’esterno è che tutti possono fare tutto. Io non sono così d’accordo. Per questo il tempo, rimane il complice più importante. Inoltre credo nel 2010 il senso di professionalità, dopo un po’, sia basilare. Regolarizzare il proprio lavoro, anche se comporta dei rischi e degli oneri importanti, è importantissimo per potersi presentare sul serio a chi opera nel settore.  

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Per ammirare tutte le collezioni andate nel sito www.giuliaboccafogli.it, li troverete anche tutte le informazione su come e dove poter fare vostre queste uniche creazioni.
Se avete qualcuno da conquistare o semplicemente da sorprendere, se siete ancora in alto mare con i regali di Natale, con un ‘Giuliello’ riuscirete sicuramente nel vostro intento!
 

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