Il mio giappone #thecoloursofmyclosetinjapan

giugno 27, 2016 — Leave a comment
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Vorrei raccontare tanto di quello che i miei occhi hanno visto in Giappone. Mi piacerebbe sapervi descrivere i sorrisi titubanti delle ragazze giapponesi e della loro irrefrenabile voglia di indossare capi assurdi e grotteschi.  Dell’educazione e della cortesia di questo popolo, del senso civico e del rispetto per tutto quello che li circonda. Vorrei potervi far vedere il verde dei loro boschi e parchi, così vivo e intenso. Ascoltare il canto di animali mai visti, vedere la perfezione delle costruzioni di sabbia dei giardini Zen. Vorrei che provaste la pace dei loro templi, l’assenza di tempo di alcuni quartieri di Kyoto e il frenetico ma controllato caos di Shinjuko a Tokyo. Vorrei descrivervi il vero sapore del sushi e del tè verde, i mille odori delle cucine di Osaka. Vorrei potervi raccontare di quanto la fortuna e la religione siano per loro elementi costanti del loro quotidiano. Di come lavarsi le mani sia un gesto tanto importante, prima di pregare, prima di mangiare e in ogni momento sia possibile farlo. Di come è facile spostarsi e vivere i luoghi e gli spazi, tutto funziona come una macchina perfettamente oleata. Vorrei che toccaste la morbida seta dei kimono vintage delle botteghe di Arashimaia. Vorrei che il Giappone vi entrasse nel cuore e che facesse parte dei vostri ricordi come dei miei.

Così scrivevo in un post su facebook lo scorso Settembre, di ritorno dal mio viaggio in Giappone. Oggi voglio condividere con voi la mia esperienza di viaggio in questo paese così magico e raccontarvi qualcosa su quello che ho visto e vissuto.

Volo: Noi siamo partiti con la compagnia Turkish, che consiglio davvero a tutti. Siamo partiti da Catania, facendo un unico scalo a Istanbul (dove siamo rimasti per 4 giorni, in questo post vi ho raccontato) e poi dopo 12 ore di volo eravamo a Tokio.

Arrivo: Il collegamento dall’aereporto alla città è semplicissimo. Esistono infatti dei limousine bus che portano in tutti i più importanti quartieri della città. Il jet lag è davvero pesante, ma possiamo farcela.Tokio è da togliere il fiato. Il nostro quartiere è shinjuko, grande, vivo e pieno di negozi stupendi.

In albergo ci aspetta il nostro pocket wifi. Lo abbiamo prenotato e pagato dall’Italia per avere sempre con noi il Wi-Fi. Comodo e pratico, è dotato di uno scatolo già compilato per rispedirlo al mittente prima di imbarcarci in aereo. Per la durata del nostro soggiorno lo abbiamo pagato circa 50 euro. Lo consiglio davvero a tutti quelli che non posso fare a meno della rete, e poi è davvero comodo avere internet per muoversi e prendere informazioni.

Tokio è davvero enorme, le sue innumerevoli linee della metro, le sue strade infinite, i suoi grattaceli, i suoi negozi a 10 piani.
Ma alle volte è anche piccola, stretta e confusionaria. E’ fatta di botteghe e di pali della luce, di porta fortuna con sonagli e di gatti che fanno ciao. E’ verde come i tuoi grandi parchi e rossa come i tuoi templi.

Tokio è la città che non dorme mai, strade enormi nascondono traverse più piccole ma altrettanto caotiche e illuminate. La cosa che più mi colpisce è questa sorta di caos ordinato delle persone. Sono pittoreschi, sempre sorridenti e cortesi.

Il concetto di parco per i giapponesi: una foresta con tanto di uccelli dai versi più assurdi e impensabili.
Il concetto di negozio per i giapponesi: struttura di almeno 6 piani dove trovare praticamente di tutto.
Il concetto di moda per le ragazze giapponesi: indossare divise scolastiche anche se siamo ad agosto ed è domenica, portare le calze con qualsiasi tipo di calzatura.

Perdetevi per la città, la metro è così efficiente che vi permetterà di fare tantissimi km in poco tempo e di andare dalla parte opposta della città in poco più di venti minuti. Vedrete qui il Giappone moderno, fatto di grattacieli e tecnologia, di strade ordinate e di mille luci.

Non vi dirò cosa vedere e cosa no, ma vi consiglio di visitare il quartiere di Yanaka.

Capita spesso, anche in una grande città, di finire dove non aspettavi neanche. Nel quartiere più lontano, poco noto e forse per questo più magico. Fatto di case antiche a due piani e di templi e cimiteri così silenziosi e perfetti, dove il tempo si è fermato e per un attimo ti fermi anche tu. Si chiama Yanaka ed è a solo una fermata di metro dal parco di Ueno.

Salutiamo Tokyo dal nostro treno super veloce, lo Shinkansen. Grazie ai suoi 500 km orari raggiungeremo Kyoto in poco più di due ore. Utilizziamo il nostro Japan Rail Pass, una sorta di abbonamento che ci permette di usare buona parte dei mezzi qui in Giappone. Noi lo abbiamo acquistato dall’Italia per comodità.

Kyoto è l’anagramma di Tokyo, come due facce di una stessa medaglia. Il nuovo Giappone e il vecchio Giappone. Il paesaggio cambia drasticamente e anche il tempo sembra scorrere in modo diverso.

Non riesco a raccontare la bellezza dei luoghi che ho visto, troppo perfetti, troppo lontani da qualsiasi cosa avessi mai visto prima.

A Kyoto ci si posta in bus, ber organizzati e puntualissimi, ma obiettivamente meno veloci della metro. I tempi qui si allungano ma riuscite lo stesso a vedere quel che desiderate.

Il treno lo abbiamo preso solo per visitare il quartiere di  Arashiyama. Templi, piccoli cimiteri, foreste di Bamboo, giardini zen, ma anche bottega di artigiani e negozi di kimono vintage. Un post surreale, magico, fuori da ogni tempo e spazio. Qui ho taccato con mano l’antico Giappone, il suo silenzio, il suo rispetto per la natura e la religione.

Assolutamente da visitare. Un pò come una pompei orientale, qui potrete fare un percorso e visitare tantissimi templi e cimiteri, e attraversare la famosissima foresta di Bamboo, davvero mistica.

Troverete tanti turisti, ma non così tanto come immaginate, ci è capito di ritrovarci completamente da soli in uno dei templi, in cima ad un colle, e guardandoci negli occhi, increduli, ci siamo domandati in che posto magico fossimo capitati. Un ricordo che difficilmente dimenticherò mai.

Kyoto è la città dei templi, sono davvero tantissimi ed è inutile provare a visitarli tutti, anche perchè molti ripropongono lo stesso stile. Il bello di questi posti sono anche le stradine e le vie limitrofe, fatte di negozietti tipici che raccontano un pò la vità che si viveva secoli fa.

Tra tutti ho lasciato il cuore a Eikan-dō. un luogo che mi ha stregata e nel quale mi sono ripromessa di tornarci prima o poi.

Addentrandosi nei giardini del complesso templare è possibile visitare numerosi edifici, alcuni dei quali sono connessi fra loro attraverso corridoi di legno. Essendo stato recentemente ristrutturato, le strutture principali dell’Eikan-dō sono caratterizzati da colori accesi e arazzi scolpiti sul legno. Esplorare i padiglioni dall’interno vi da la possibilità di vedere da vicino diversi tesori nazionali dal valore inestimabile, fra cui diversi dipinti di ambito buddista e una statua di 77 cm rappresentante Amida Buddha. L’opera, dal nome Mikaeri Amida  letteralmente “Amida che si guarda alle spalle”, è risalente al periodo Heian (794 – 1185) ed è considerata l’opera d’arte più preziosa di tutto il tempio per l’inusuale posa con cui la divinità è stata scolpita (ovvero, come suggerisce il nome, con il volto girato verso le spalle).

Uno degli edifici più rappresentativi del complesso dell’Eikan-dō è una pagoda di due piani in stile tahōtō (多宝塔, letteralmente “pagoda adornata da vari gioielli”) la cui costruzione, più recente rispetto alla fondazione del tempio, risale al 1928. Posizionata in cima ad una collina e circondata dalla boscaglia, la pagoda (visitabile al suo interno solo in determinati orari) offre ai visitatori di godere  di una splendida vista non solo sui giardini del tempio, ma anche su tutta Kyoto. Qui ho scattato diverse e foto e siamo rimasti per un pò di tempo ad ammirare la bellezza di questo luogo.

Tramite il bus numero 100 arrivate alla fermata Gojo-zaka. Vi troverete nel quartiere Higashiyama, una zona dove si può respirare l’atmosfera dell’antica Kyoto, dove al posto di moderni palazzi e scritte luminose al neon, trovate edifici in legno e negozi tradizionali che ricordano i tempi della vecchia capitale. Le strade di questo quartiere sono ricche di ristoranti tipici, caffé e negozi di souvenir.

In questo quartiere trovate il Tempio Kiyomizudera, uno dei più famosi in tutto il Giappone nonché patrimonio culturale riconosciuto dall’UNESCO dal 1994. Fondato nel 778, prende il nome dalle acque sacre della cascata Otowa che si trova proprio al tempio sotto la terrazza, dalla quale è possibile ammirare una splendida vista sulla città. E’ possibile assaggiare l’acqua pura della cascata, che si dice porti saggezza, salute e longevità. Ovviamente l’ho fatto, non si sa mai!

Altro posto da non perdere è il  suggestivo santuario Fushimi Inari Taisha. E’ uno dei più suggestivi e importanti santuari scintoisti del Giappone e si trova nella zona sud di Kyoto. E’ dedicato al dio Inari, divinità del riso e del sake (ossia dell’abbondanza), ma ciò che più lo contraddistingue sono gli oltre 5000 torii rossi (porte) che formano così l’idea di un tunnel di ben 4 Km.
Una curiosità: i torii vengono aggiunti dietro donazione dei fedeli (il più piccolo costa sui 400.000 yen) e potete vedere incisi i loro nomi su ogni torii. Questo posto è diventato molto famoso nel mondo anche per una delle scene più belle del film Memorie di una Geisha.

Gli ultimi giorni ci spostiamo ad Osaka. E’ il capoluogo dell’omonima prefettura, situata nell’isola Honshu, la maggiore del Giappone. Una città parecchio diversa dalla precedenti, ma nella quale ritroviamo molti elementi della Tokyo moderna, fatta di luci, negozi aperti ad ogni ora e tanta ma tanta gente per le sue strade.

Noi alloggiamo a Dotombori. Una zona piena di vita, amata dai giovani e così ricca di ristoranti che non si fa certo fatica a trovare da mangiare, sicuramente mecca della cultura culinaria di Osaka, chiamata “Kuidaore”, che significa “mangia fino a cadere”, frase che descrive bene l’amore dei suoi abitanti per il buon cibo.

A nord della riva del fiume, dove un tempo le Geisha intrattenevano i loro clienti, ora ci sono piccoli bar e ristoranti. La parte sud del fiume è la zona centrale di Dotonbori, una volta conosciuta come il distretto dei teatri. Oggi, insegne colorate al neon e cartelloni pubblicitari animano questa zona, dimostrando che ancora adesso il distretto rappresenta la passione degli abitanti di Osaka.

Sicuramente da vedere:

  • Castello di Osaka è il simbolo per eccellenza della città e ha una storia antica di oltre 400 anni.
  • Acquario Kayukan. Uno degli acquari al coperto più grandi del mondo, il Kayukan è situato nell’area dellabaia di Osaka, contiene 35.000 animali acquatici in 14 grandi vasche che riproducono l’ambiente naturale di 10 zone dell’Oceano Pacifico.
    Potrete ammirare oltre ai pesci, uccelli, anfibi, mammiferi, rettili, invertebrati e piante. Ben 580 specie che vivono nel Pacifico.

Il cibo: Molti associano la cucina giapponese al sushi e al sashimi, credendo che i giapponesi mangino tutti i giorni pesce crudo. Niente di più sbagliato. E’ vero che il pesce è l’ingrediente principale, ma esistono tantissimi altri ingredienti. Si può trovare la pasta come gli udon (spaghetti grossi di farina di grano) e soba (spaghetti fini di grano saraceno). Altri ingredienti sono il riso, la salsa di soia, il tofu, wasabi, carne e verdura. Lo street food è molto in voga, tra tutti consiglio di provare le famose Takoyaki, polpette fritte di polpo. Quando sono pronti, vengono guarniti con salsa Otafuku per takoyaki o equivalente, alga aonori tritata, maionese e katatsuobushi. Oltre alla ricetta tipica, vi sono altre varianti, specialmente per quanto riguarda la guarnitura finale.

Sicuramente la cosa più bella del Giappone è la sua gente. Persone con un senso civico che non ho ritrovato in nessun altro posto, educazione, rispetto per la cosa pubblica e per le persone. Tutto funziona alla perfezione, perchè ogni cittadino fa del suo meglio perchè questo accada. Nessun paese mi ha dato tanta sicurezza e mi ha fatto sentire più a casa del Giappone.

Su instagram con l’hashtag #thecoloursofmyclosetinjapan troverete ancora molte foto e consigli sul mio viaggio.

Come ogni viaggio ho portato con me la Lonely Planet, che anche questa volta non mi ha deluso, con consigli e chicche uniche per vedere ogni aspetto di questo paese incantato.

 

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